Once upon a time

23 febbraio 2012

Quindici anni. Per la precisione, quindici anni e cinquantadue giorni saranno passati sabato prossimo da quel sabato. Fu un anno importante, quello. Uno di quelli da segnare col circoletto rosso, come direbbe Rino Tommasi. A quei tempi gli stadi non assumevano il nome dello sponsor che contribuisce ora alla sua realizzazione o che lega il suo nome ad una “franchigia”. A quei tempi era il Lansdowne Road. L’Italrugby stava crescendo. Per vincere qualcosa doveva ancora affrontare Portogallo, Romania, Russia ma cominciava a far vedere i sorci verdi alle cosiddette “grandi”. Come l’Irlanda. Loro, gli irlandesi, preparavano il 5 Nazioni, noi provavamo ancora a vincere la Coppa Europa (che non se non ci fosse stata la Francia come ultimo ostacolo … ).

Era il primo test match dell’anno, essendo il 4 gennaio. D’accordo, di là c’erano diversi giocatori “da testare” e i big si limitavano a Poppelwell, Paul Wallace, Wood (una discreta prima linea …) Foley, Bell, Davidson ma per noi era tanta roba, specie in trasferta. Fini 29-37. Sì, per noi. Quattro mete (due di Vaccari, una di Dominguez ed una di Massimo Cuttitta). Inutile sottolineare come quella fu la prima ed unica vittoria in terra irlandese. Poco più di due mesi dopo vincemmo la Coppa Europa, a Grenoble. Era l’epoca di Coste. Cominciavamo a pensare in grande.


Press(apochismo), un po’ di fastidio e scaricabarile

16 dicembre 2011

Polis Quotidiano ha pontificato sulla questione relativa alla eclatante protesta che alcuni ex giocatori dei Crociati Rfc hanno inscenato con la distribuzione dei volantini. Polis ha scritto di pressapochismo e superficialità di alcuni media cittadini cartacei (beh … di altri quotidiani c’è rimasta solo la Gazzetta e poi ci sono due settimanali) e online (chi parla costantemente di rugby e non solo per questioni di campo è sportparma e spesso per tramite del sottoscritto ma nella fattispecie si è scatenata pure parma.repubblica che il rugby locale, e non solo, solitamente non lo ha in nota). Sarebbe meglio fare riferimenti precisi così si eviterebbe di ribadire il pressapochismo. http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=18&IDARTICOLO=3048370&ORDERART=18&RICERCA=&ARTPREC=3048829 Personalmente non mi sento toccato. Su sportparma scrissi già in occasione del derby dell’Enza circa gli striscioni, prima parte della protesta, che sensibilizzavano la società sul pagamento degli arretrati. E lo scrissi con queste parole: “Sulla tribuna opposta a quella principale campeggiavano due striscioni, posti all’altezza dei rispettivi ventidue, da alcuni giocatori della scorsa stagione tesi a “sensibilizzare sulla questione arretrati”. In quel frangente potei scriverlo solo lì. Cosa scrisse Polis riguardo alla partita? 278 battute, spazi inclusi. Nulla degli striscioni. E riguardo alla partita con la Stade Français e relativi volantini? A battute poco più e zero riferimenti alla protesta. A posteriori diventa tutto facile. Qui non credo ci fosse pressapochismo e superficialità http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=10&IDARTICOLO=3046295&ORDERART=10&RICERCA=&ARTPREC=3046154       Se invece ci si ferma al solo titolo, che è notorio non fa l’articolista … Come si nota nell’articolo, feci anche un breve excursus di come è cambiato l’assetto societario in questa stagione. Bene. Oggi la società conferma, in un comunicato, quanto fu riportato dal sottoscritto e riferitogli da un dirigente, interpellato per dovere di replica e che ha voluto rimanere anonimo e non sbilanciarsi troppo. Ovvero che è loro intenzione, aggiungendo “nel limite del possibile”, saldare i debiti nei confronti dei giocatori e dei fornitori. Apprezzabile. Nel comunicato si fa riferimento al fatto che il debito è relativo alla gestione precedente. Ma metà della proprietà di allora non è cambiata …


Non c’è mica tanto da Reader

23 novembre 2011

Parma Città Europea dello Sport 2011. Un bel fiore all’occhiello. Sono stati tantissimi gli eventi ad essa collegati. E il Comune di Parma, per ogni evento a seconda della portata, eroga un contributo alle varie società sportive previo invio di una serie di documenti tra cui, ovviamente, un’autocertificazione delle spese sostenute. Al che, se si eccettua quest’ultima per la quale occorre un poco più di tempo per avere le pezze giustificative, dopo una settimana dalla fine della manifestazione che la società X ha organizzato parte l’invio della documentazione, in pdf, via mail. A distanza di quattro mesi ti vengono richiesti, di nuovo. Come mai? La mail era arrivata a suo tempo, ma i file erano in pdf, e quindi redatti con Adobe Reader che “non riescono ad aprire” … e quindi a stampare. Di conseguenza: archiviati come non arrivati. Amministrazione pubblica di Parma, Italia, Europa, anno domini 2011, quasi 2012. 


Un out che non doveva esserci

21 novembre 2011

Non tornerà a Parma a vedere la sorella giocare, come aveva promesso rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa dello European Big League Tour del 12 novembre scorso. Proprio ieri la sorella Naomi, a Faenza, ha giocato da fresca ex contro il Lavezzini Parma. Sempre in quell’occasione, scherzando, ma non si potrà mai sapere, aveva detto che certamente sarebbe un giorno venuto a Parma pure lui a giocare. Nulla di tutto questo per Greg Halman. L’esterno dei Seattle Mariners, 24 anni olandese, è stato trovato morto questa mattina nella sua casa di Rotterdam. Che sia stato arrestato il fratello Jason, di due anni più giovane, è in qualche modo secondario, perché resta il fatto che una persona non è più tra noi, ma non può che aumentare lo sbigottimento. Solo dieci giorni fa molti, come me, pur sapendo bene chi fosse e pur avendolo visto giocare, avevano avuto modo di vederlo dal vivo, parlarci. Il primo flash, ricevuta la notizia, è stato il suo sorriso che ha contraddistinto quel pomeriggio di sport e divertimento, per lui e per gli altri. Il sorriso della gioventù, nonostante una certa notorietà. Strappato dal suo viso troppo presto.   


And the winner is?

20 novembre 2011

Al 70’ di Crociati Rfc – Worcester Warriors, lo speaker dello stadio XXV Aprile avvisa i raccogliticci, anche per il freddo umido, spettatori che “I giornalisti presenti in tribuna stampa hanno votato quale man of the match della partita …”. Rappresentazione (con breve antefatto per i non praticanti l’impianto). La vecchia tribuna stampa era sita nella tribuna principale, un anno fa l’unica, in un prefabbricato da terremotati con finestre non apribili, appannabili, e nella quale per vedere senza difficoltà tutto il campo era preferibile stare in piedi. Con la costruzione della tribunetta di fronte, la tribuna stampa, tavolini fissati al cemento, là è stata spostata con sole “nei denti” e conseguente visione dello schermo pc occlusa così come uno spicchio di campo se ci si siede in prossimità del colonnone centrale. Il sottoscritto, dopo la prima tragica esperienza si è ammutinato ed è sempre nella vecchia tribuna, non nel gabbiotto lasciato al suo destino bensì a coté tra il pubblico, se così si può chiamare. Per la partita di Amlin Challenge Cup di ieri sera, però, l’addetto stampa della società mi fece presente che lui, speaker ed eventualmente collega inglese, che non c’era, avrebbero utilizzato la vecchia postazione in quanto, e questo era noto, con corrente elettrica sempre disponibile. Peccato che non ci fosse un tavolinetto a disposizione (d’altronde la tribuna stampa ufficiale non è quella …) ma oltretutto con quella nebbia aggiunta alla nebbia insita nei vetri sarebbe stato un calvario eccessivo. La soluzione? Pc alimentato nell’ultimo stanzino ove c’è una piccola finestrella laterale scorrevole, per il provvidenziale passaggio del cavo, seduto fuori a fianco con sedia di plastica da giardino a fare da tavolino. Perfetto. Si fa per dire, ma il palliativo era degno di nota e relativamente comodo. Ecco: i giornalisti presenti in tribuna stampa, vecchia e nuova, a votare il man of the match erano … io.


Nel rugby succede

23 aprile 2011

Si rischia di entrare nell’eccessiva autoreferenzialità, talvolta ci viene rimproverata a noi addetti ai lavori del segmento rugbystico, ma non c’è niente da fare: a chi sta a cuore lo sport in quanto tale, la civiltà, il fenomeno sportivo e folkloristico non può non annotare ed enunciare quanto è successo nell’intervallo della partita tra Aironi e Leinster. Dopo la sfilata delle squadre cat. Under 16 partecipanti al primo torneo Aironi, l’unica squadra straniera, il Risca Rfc, precisamente gallese, si è portata, con tanto di vessilli del dragone, sotto la tribuna principale e una volta piazzatasi davanti ai supporters irlandesi del Leinster ha intonato le prime strofe dell’Ireland’s Call, per chi non è del settore è l’inno “globale” irlandese suonato in occasione delle partite della nazionale di rugby irlandese (poi esteso anche ad altre discipline). Sono bei momenti ed è giusto assaporarli e condividerli. Per non dimenticare che questo è sport, questo è il rugby.


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