Io mi differenzio

17 maggio 2012

La patata tira, ma anche l’inceneritore … Ieri sera sono andato a curiosare all’Auditorium Paganini per il tête à tête tra i « ballottanti » Bernazzoli (Pd) e Pizzarotti (M5S) riguardo il tema dei rifiuti ed in particolare dell’inceneritore, altresì chiamato termovalorizzatore, organizzato dall’associazione GCR (Gestione Corretta Rifiuti) sostenitrice della campagna “Rifiuti Zero”. Ci sarebbe voluto un compattatore per far stare tutti gli spettatori in platea… Alcune decine di persone hanno dovuto sistemarsi oltre la vetrata d’ingresso. Una volta salita la scalinata, sul piano antistante la sala vi era, sulla destra, un tavolino con sopra un grosso contenitore in vetro da cui non passavano inosservati alcuni euri. Ed un cartello che recitava: “Dona 10 € e aiuterai a pagare la sala”. Con sotto un “grazie” scritto piiiiccolo. Dopo qualche minuto ne piazzano un altro giusto davanti alla vetrata d’ingresso in platea, ma con un contenitore in cartone da cui non si poteva vedere la pecunia. E allora cosa suggerisce la strategia di marketing? Scambio di contenitori. La percentuale di coloro che si sono inteneriti dinnanzi al doppio invito è stata decisamente bassa. L’inizio era previsto per le 20.30 ma tra il canonico ritardo in dette occasioni e quello dei due candidati sindaco l’avvio è avvenuto alle 21.15 ca. Tre relatori del GCR si sono alternati fornendo, proiettati sullo schermo, documenti, testimonianze, relazioni, slides con una serie di dati a suffragio della loro tesi sulla non necessità dell’inceneritore. In quel frangente abbiamo scoperto che a Parma si producono 8000 tonn/anno di pannolini. Quando si dice che i parmigiani hanno la puzza sotto il naso … Comunque, tutto ben dettagliato, esaustivo. Pure troppo, tanto che da poco passate le 22 uno va a bisbigliare qualcosa all’orecchio del terzo ed ultimo relatore. Effetto riuscito. Avrebbe dovuto esserci un altro intervento ma un “nooooo!” di disperazione arrivato dalle poltroncine ha convinto il moderatore a passare, finalmente, alla dialettica dei due. Pronti via ed uno a zero per Pizzarotti. Che interviene per secondo ma esordisce così: “Innanzitutto, buonasera a tutti”. L’applausometro, durante il dibattito, segna un netto livello a suo favore. Io comunque non ho resistito sino alla fine. Avevo necessità di far sì di produrre un po’ di rifiuto organico e gettare le basi per ciò che andrà a finire nel contenitore giallo.


Il Giappone in Europa

24 maggio 2011

Voglio il Giappone in Europa. Qualcuno già ce l’ha messo … Parlando ieri sera con un amico insegnante, questi mi diceva che in commissione per l’ammissione all’esame di Stato, suola media, secondo un allievo il Giappone è in Europa (onestamente a qualcuno potrebbe scappare anche Isreale visto che gioca le Coppe Europee….). Posto che è l’ennesima conferma che la geografia nelle scuole italiane è materia desueta, io lo voglio come spirito.
Il boss della Tepco giorni fa si è dimesso, con scuse, dopo i noti fatti e conseguente crollo in borsa del titolo. Quanti soldi gli hanno dato? Un “grazie lo stesso”. In Italia, anni fa Giancarlo Cimoli stava portando le Ferrovie dello Stato sull’orlo del fallimento e gli venne data una buonuscita miliardaria (salvo poi consentirgli di provare a far fallire pure Alitalia e dargli un’altra bella buonuscita miliardaria). Sempre in Italia, l’emergenza/consuetudine rifiuti a Napoli non è stata risolta grazie a Bertolaso e l’Aquila è messa come è messa e questi viene nominato sottosegretario (salvo poi essere nelle grazie del candidato del Pdl a sindaco di Napoli, Lettieri, come consigliere appunto per i rifiuti).
Ecco, magari se non passerà il referendum sul nucleare il Governo potrebbe rivolgersi a Masataka Shimizu per individuare siti, progettare strutture … tanto lui con le zone sismiche è pratico.


Che gelida manina, se la lasci termovalorizzar

26 novembre 2010

Da un po’ di tempo a questa parte, in Italia si tende a rendere meno impattante ciò che è nella realtà. Così lo spazzino è divenuto un ben più qualificante operatore ecologico, non qualificante quanto l’aumento in busta paga, l’imbianchino un nobilissimo pittore edile, peccato che non si possano fare mostre di intonaci o facciate (a tal proposito v’è da chiedersi per quale motivo vengono definiti costruttori gli imprenditori e non già i muratori …), l’inceneritore ad un meno sensibile termovalorizzatore (termine che non compare ad esempio nella normativa europea). Perché bruciare, incenerire, lo fa sempre, ovviamente. Solo che “valorizza” il vapore, recuperato per poter produrre energia o come veicolo per propagare calore (ad esempio col teleriscaldamento). Tutto ciò, però, comporta emissione di polveri. Quelli di ultima generazione, dice chi li impianta, sono assolutamente poco o nulla impattanti, mentre vi sono studiosi che mettono sul chi va là riguardo la pericolosità delle micro polveri, più sottili e subdole del PM10. Come sempre la verità vera non la si saprà mai.

A Parma un inceneritore c’era, ahimè poco distante da casa mia e talvolta si doveva chiudere la finestra a causa dell’odore insopportabile; anni fa è stato chiuso, nel frattempo la raccolta differenziata è stata implementata tanto che ora siamo oltre il 45% eppure ora si “deve” costruire un nuovo impianto (!?). Che brucia rifiuti, meno, anche se è fonte di energia.

La diatriba tra Comune-Iren e Comitato gestione corretta rifiuti è acerrima. In data 24 novembre il direttore di Teleducato in un servizio ha, tra le altre cose, detto che in Italia ve n’è un centinaio di tali impianti. Quindi!? E’ obbligatorio farlo pure a Parma? Se non ce l’ha una città come San Francisco, possiamo farne a meno pure noi?

Personalmente non sono aprioristicamente pro o contro il termovalorizzatore, ma qualcosa mi dice che se ne potrebbe fare a meno. Tanto per cominciare, dalla considerazione fatta due capoversi sopra.

Il problema di fondo è sempre quello: spiegare alla gente perché si fa una cosa. Ogni tanto il Comune invia a tutti i suoi cittadini una bella letterina nella quale spiega cosa fa e perché: perché non ha fatto, esso o Iren, la stessa cosa col termovalorizzatore?

Ai cittadini forse piacerebbe sapere: 1) quante tonnellate di rifiuti “da incenerire” producono “i parmensi”? – 2) quante tonnellate ne può incenerire il futuro impianto? – 3) che percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto Parma e la sua provincia (Felino ad esempio è oltre il 70%)? Ma dati reali, non come quelli gonfiati quando si trattò di “agevolare” la Metropolitana.

*“Sarà sempre e solo la dedizione alla propria comunità, a orientare l’azione amministrativa di tutti i giorni della squadra che sono stato chiamato a guidare.” – “Le diverse istituzioni, le associazioni, le varie rappresentanze civili, culturali, professionali e sindacali della città, che sono fattore essenziale di crescita e sviluppo, saranno chiamate continuamente a confronto per coinvolgerle nelle decisioni.” – “Non pensiamo che tutti potranno essere sempre d’accordo con le nostre scelte, sappiamo però che i Comune di Parma cittadini hanno il diritto di essere coinvolti e consapevoli delle scelte che si compiono. La trasparenza e il coinvolgimento consapevole dei cittadini sono necessari per la qualità della vita della comunità e per l’evoluzione dei diritti individuali e collettivi.

La Toscana ed il Lazio si sono già dette disponibili a prendere la monnezza napoletana: Parma si candiderà (a questa o ad altre)? (dato che i rifiuti sono fonte di guadagno?) In un comunicato sempre del giorno 24, Iren sostiene, o meglio dichiara solennemente che “rimane confermato l’impegno assunto a suo tempo da Enìa di mantenere le tariffe di smaltimento in linea con quelle adottate nell’anno 2008”. Peccato però che le bollette dei cittadini siano sempre aumentate dal 2008 ad oggi. E poi basta andarsi a leggere quanto recita il Testo Unico Ambientale, ma loro puntano proprio sull’ignoranza (nel senso dell’ignorare).

*“incentivazione di buone pratiche ambientali come il risparmio energetico e la bioedilizia. Nel campo ambientale l’attenzione si concentrerà sulle politiche energetiche, sulla qualità delle acque con la costruzione dei nuovi campi pozzi e il completamento del sistema fognario e sulle politiche di smaltimento dei rifiuti, con il completamento della raccolta differenziata e la realizzazione del termovalorizzatore per raggiungere autosufficienza e produrre energia e calore.

Se c’è una cosa che è inesauribile, e se si esaurisce non si pone il problema di alternative, quella è il sole: perché lo si deve sfruttare in Germania e non nel “Paese ‘o sole”?

*Questi passi sono tratti dal “programma” dell’Amministrazione Comunale che si può leggere sul sito istituzionale.


C’è una bella differenziata!

22 ottobre 2010

Ci avevano spiegato che la raccolta differenziata sarebbe servita, oltre che ad aiutare i Comuni (nella fattispecie parlo di Parma) nello smaltimento e all’ambiente, anche a pagare un po’ meno la tariffa sui rifiuti. L’ennesima balla spaziale degna di Mel Brooks. Oltre a ciò, se n’è ita pure la chiarezza.

Fino al 2007, le bollette del servizio rifiuti erano belle e chiare. Ogni bolletta semestrale aveva l’identico, o quasi, importo; di conseguenza sapevi quanto ti costava il servizio. Per la cronaca, posto come base 100 di riferimento il 2005, si ebbe un + 3% nel 2007 (a casa mia). Poi dal 2008, la novità dei conguagli. Pensavo fosse un caso limite avendo variato il nucleo familiare, invece no. Perché? Lo chiedo al numero verde del servizio clienti Iren e chi mi risponde mi dice «Non lo so». Bene! (e noto in lui una cerca difficoltà) «Però quella di quest’anno è dovuta all’aggiornamento di alcune voci della fattura … ». Sì delle tariffe, ma è così da tre anni!! Va beh … Fino ad allora tu pagavi un tot a metratura e un tot a nucleo familiare che era uguale per tutto l’anno invece da quel momento in poi, come ti spiegano da Iren (ex Enìa ex Amps Ambiente ex Amnu) e come si evince dal retro bolletta, le tariffe sono in continuo movimento e, mi confessa l’interlocutore verde, «ultimamente sempre in aumento». Grazie, almeno qualcosa di certo! De que depende si chiederebbe Jarabe de Palo? Dai carburanti? Dai salari degli extracomunitari utilizzati per il servizio? Dagli stipendi che dobbiamo pagare a Villani and company? Mi si risponderà che sono stati fatti degli investimenti perché bisogna far passare più mezzi, i contenitori costano … Forse si sono anche ammortizzati nel frattempo …

Fatto sta che tra il 2008 ed il 2010 il totale bolletta differisce l’uno dall’altro di 30/40 euro: 2008 paghi 100, 2009 paghi 70, 2010 paghi 105 (esemplificando e semplificando). Vai un po’ a capire quanto paghi esattamente all’anno come facevi nel 2006.

Provo a confrontare le tariffe degli ultimi due anni. 2009: 0,246/mq (quota fissa) e 75,775 (quota variabile) in quella del 1° sem, 0,27/mq e 81,376 in quella del 2° sem dove ti trovi il conguaglio con storno dell’intero 2008 (con un importo però che non coincide con la somma delle bollette di quell’anno) che ti riaddebitano a 0,246 e 75,775 (da 1.1 a 31.12).

2010: 0,241/mq e 86,58 sia nella bolletta del 2° che del 1°sem dove già qui c’è il conguaglio 2009 con storno (per l’inciso vale quello sopra) e riaddebito a 0,27 e 81,376.

Se ne dedurrebbe che l’importo di riferimento cui ci si deve basare per sapere quanto si è pagato realmente per un dato anno è quello che si trova nella bolletta dell’anno successivo, sotto lo storno totale dove viene indicata la tal quota fissa e variabile di tutto l’anno prima. Nel mio caso, nel 2009 avrei, ho, pagato l’8% in più rispetto al 2 008. (E poi mi si viene a dire che il Governo sta fronteggiando la crisi non mettendo le mani nelle tasche degli italiani: meno male, altrimenti si strapperebbero le tasche)

Iren, è giusto!? Comunque è un dato di fatto che le tariffe aumentano sempre e allora sorge spontanea una domanda: perché devo continuare a fare la raccolta differenziata se a me utente/contribuente non ne viene mai un minimo di ritorno? In aggiunta: quando si arriverà, come era nelle intenzioni dell’ex sindaco Ubaldi, a pagare effettivamente per la quantità di pattume fatta con tanto di sacchetto personalizzato con codice a barre da strisciare come al supermercato? Uno che da solo in un appartamento da 70 mq fa 10kg di monnezza al mese perché deve pagare meno, attualmente, di uno che in 90 ne fa 5?

Mi verrebbe da fare lo sciopero … differenziato.


Ri-piove Governo ladro

5 maggio 2010

Le sentenze della Cassazione fanno giurisprudenza o no? Sembra che non la facciano quando interessano i poteri forti. Prendiamo il caso della tassa/tariffa rifiuti. Come molti sapranno c’è una sentenza della Cassazione (238.2009 GC RSU) che è abbastanza chiara in merito: l’IVA non va applicata in quanto seppur denominata tariffa, la stessa si configura come tassa (questo in sintesi, le motivazioni sono ovviamente nella sentenza). Enìa cos’ha fatto, non ha preso atto della sentenza ma ha chiesto lumi all’Agenzia delle Entrate per cercare conforto nonchè dichiarato di attendere un urgente decreto legislativo ovvero il solito colpo di spugna o sopruso a danno di noi cittadini. La situazione sembra(va) essersi evoluta definitivamente a favore dei cittadini in quanto la sezione I della commissione tributaria della provincia di Reggio Emilia ha aggravato la posizione di Enìa (così come di Hera e di parecchi comuni italiani).
Il Governo, però, anche in questo caso sembra se ne freghi dei cittadini: da Federconsumatori infatti si era appreso che vi era un emendamento, anzi due, al decreto incentivi (che comprende tante altre cose come il contrasto alle frodi fiscali e la revoca del finanziamento per la Metro di Parma) già approvato a Marzo ma soggetto a modifica con voto di fiducia oggi, presentato in Commissione Finanze e Attività Produttive alla Camera, il primo a firma di parlamentari della maggioranza con il sostegno del Ministero dell’Economia e il secondo del deputato PDL e Assessore al bilancio del Comune di Roma Maurizio Leo. Quello della maggioranza di Governo prevedeva di sancire che “la TIA è una prestazione di servizio soggetta ad IVA” e, di conseguenza, questa può continuare ad essere pagata sulle bollette. Non solo si scavalcherebbe la Cassazione ma anche l’Agenzia delle Entrate che nel mese scorso in risposta ad un interpellanza formulata da un gestore ha preso atto del parere della Corte, comunicando “che il servizio rifiuti risulta essere escluso dall’ambito di applicazione dell’IVA”. (Enìa, e chi per essa, non restituisce perchè, agendo da sostituto d’imposta, a sua volta dovrebbe rivalersi sull’ente statale che col piffero …) 
Gente, l’apparato statale ha bisogno di soldi; di quell’IVA pagata da milioni di cittadini (e anche dalle aziende) non possono disfarsene a cuor leggero. I Comuni, e i Gestori, stavano spettando che il Governo “ponesse rimedio” scavalcando la sentenza della Corte (e la retroattività?) e mettendola per l’ennesima volta in quel posto ai cittadini. Confconsumatori non si è ancora mossa, altri sì, in attesa di sviluppi. Oggi il decreto emendato viene votato, appena ne uscirà il testo sapremo.
Anche se venisse rimborsata l’IVA dal momento in cui da Tarsu si è passati a Tia (una decina d’anni fa) o se fosse sospesa l’applicazione dell’IVA (in alcuni comuni italiani è successo) non preoccupatevi che tanto aumenteranno la tariffa, pardon la tassa, e per noi non cambierà nulla. Come sempre.


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