I disastri ambientali connessi al petrolio continuano, gli sforamenti dei pm10 sono all’ordine del giorno, spendono soldi, dei contribuenti, per mega incontri globali sulle limitazioni dei gas serra e poi in sostanza se ne fregano, e via così. Noi votammo un referendum per l’abolizione del nucleare (anno 1987) ma ora ci dicono che i tempi sono cambiati così come le esigenze e che non se ne può fare a meno. A dire il vero dei referendum in Italia se ne fregano spesso, aggirandoli sapientemente, ovvero quando c’e qualche interesse “particolare” (vedi il finanziamento pubblico ai partiti) di mezzo; ove non ce n’è, tipo il divorzio, il parere del “popolo sovrano” con cui tanto ci si sciacquano la bocca gli va bene. Il problema delle scorie? Risolto: ha detto che se li piglia “l’amico Vladimir”. Energia alternativa “vera” non se la fila nessuno, auto elettriche in larga scala aspettiamo che si estinguano i procioni. E continuiamo a dipendere da quei pochi. Porca …., ma perché sono così ottusi? Altro che rivoluzione industriale … Intanto che ci sono, mi raccomando: ANDATE A FIRMARE per il referendum (n’altro ma questo non lo si può sottacere) contro la privatizzazione dell’acqua. Sperando che poi non ce la mettano in quel posto comunque. Già ci fanno pagare anche la terra (occupazione del suolo pubblico) va a finire che presto o tardi ci faranno pagare anche l’aria (vedi il film Strane Storie, 1994, con il mitico Ivano Marescotti che consiglio in qualche modo di vedere se ve lo siete perso). E io pago! (altra citazione cinefila)