Le Meno Pagine Bianche

12 febbraio 2012

Ogni volta che arrivano le Pagine Bianche viene spontaneo esclamare: «Cavolo, mi è calata ancora la vista …». Poi guardi lo spessore del volume e ti viene spontanea un’altra esclamazione: «Cavolo, ma quanta gente è morta?». 581 (2010), 552 (2011), 453 (2012). No, non sono i deceduti. Sono le pagine di cui sono costituiti gli ultimi tre volumi delle Pagine Bianche. Di Parma e provincia. Qualcuno ha cessato la propria attività, qualcuno ha cessato anche la propria esistenza, qualcun altro avrà cambiato provincia, qualcuno non vuole più apparire nell’elenco, qualcuno utilizza solo il telefonino, sono sparite alcune pubblicità. D’accordo ma non basta. I caratteri sono sempre più piccoli. Si può vedere anche a occhio ma con la carta millimetrata o anche con un semplice righello lo si può misurare a modo. Si risparmia carta, si limano i costi. Avanti di questo passo, nel 2020 avremo il Bignami dell’elenco telefonico. Andranno a ruba i lentini dei tipografi.   


Provincia sì, provincia no: la terra dei cachi!

29 maggio 2010

Cosa volete che sia, si tornerà indietro di un paio d’anni. Non c’è alle viste nessuna manovra correttiva. I conti sono a posto. Queste tre delle affermazioni che dall’inizio della crisi ad oggi ci ha propinato il nostro Presidente del Consiglio. Che quando però è stato il momento di dire agli italiani “oh, raga, dovete fare dei sacrifrici” non ha avuto il coraggio di dirlo lui in persona, perchè lui da contratto deve mettere la faccia solo quando deve massacrare qualcuno o dire cose positive, ma lo ha fatto dire da Gianni Letta. Poi è andato alla conferenza di presentazione con Tremonti. Il ministro sembrava lo scolaro che ripeteva la lezione col professore che gli dava gli spunti e i suggerimenti. Una cosa patetica. Or dunque. Su tutti i media ecco che salta fuori il discorso dell’abolizione delle Province sotto i 220.000 abitanti (i fautori dell’abolizione delle Province in campagna elettorale farebbero figli e figliastri). Abbiamo sempre avuto dei costi elefantiaci della politica e della pubblica amministrazione e prima mi fanno nascere nuove province (Barletta-Andria-Trani, Fermo, Monza e Brianza, Olbia-Tempio, Medio Campidano, Ogliastra, Carbonia-Iglesias, le ultime quattro tutte in Sardegna!, e prima ancora Vibo Valentia, Biella e altre). Sia Governi di destra che di sinistra. Quando andavo alle medie erano 95, ora sono 110! E il bello è che con gli “abbinamenti” abbiamo 110 province ma 117 capoluoghi!! Tremonti il giorno dopo ha detto che è falso, di abolire le Province neanche l’ombra perchè bisogna modificare la Costituzione. Per crearle … Perchè allora è uscita quella notizia? Voci provenienti dal Ministero del Tesoro hanno precisato ulteriormente che per abolire le dieci Province non è sufficiente il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri che ne individua i requisiti ma servirebbe almeno un decreto ministeriale attuativo. Però sul sito del Ministero dell’Economia si spiegava il 26, o il 25 non ricordo, che con la manovra “sono abolite dieci piccole Province, con meno di 220.000 abitanti, non ricadenti in regioni a statuto speciale” (così mi si sarebbe tolta Massa Carrara esistente dai tempi e resta quella del Medio Campidano, non la conoscono neanche gli stessi abitanti, nata nel 2005 e che fa quasi la metà degli abitanti). Ma questo i Tg “Pravda style” mica lo hanno detto. Se magari provassimo ad avere almeno lo stesso numero di Province e Capoluoghi e ad abolire le varie Comunità Montane e ammenicoli simili saremmo già un bel pezzo avanti. Non saremo un Paese delle banane, ma dei cachi …


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