Le donne del Pdl sono felici?

22 dicembre 2010

Ma le donne del Pdl sono felici? Uhm…sembrerebbe di no. Tremonti le tratta, poverine, come le colf filippine e Silvio Vulvio quando fa le feste non le invita mai. E si che il Pdl non è mica il Pd! Vuoi mettere se Bersani invitasse la Bindi, la Finocchiaro, la Garavaglia, la Concia! Ce n’è una appena passabile, la Serracchiani, la tengono nascosta! Silvio le ha scelte gnocche apposta! (Brambilla a parte…). La Carfagna prima era sempre sorridente da quando è Ministro ha sempre il mestruo; poi voleva andarsene. Berlusconi le ha telefonato, lei si è sbrodolata e quindi tutto a posto. E la Prestigiacomo, altra bella signora, s’è messa a piangere un’altra volta (tanto che Woody Allen pare la voglia scritturare per un prossimo film nel quale la sicula dovrebbe interpretare una signora cui le viene comunicato che il marito è morto); e se n’è andata dal Pdl. Mica dal Governo però, eh….”Fin che Berlusconi lo riterrà”. Ma fare un pò meno le f… inverse e prendere decisioni punto?
E la Ravetto? Un’altra di quelle “mejo” che era sorridente sui manifesti elettorali ma da quando è là dentro ha sempre una faccia incazzaaata!
Dai ragazze, su, animo eh!


Bella parola, libertà…

11 luglio 2010

Si chiama Popolo delle Libertà. Hanno anche i Promotori della Libertà (mi piacerebbe chiamarne uno per sapere a quanto la fanno…). Ieri Renato Schifani ha detto che nel PDL non ci devono essere “correntismi” (ma correntisti e anche facoltosi sì)  perché il dissenso, da Forza Italia ad oggi, “si fermava laddove si riconosceva la leadership di Berlusconi”. Un concetto forse un pò restrittivo della leadership che in questo caso mi ricorda i vari Putin, Castro e compagnia bella. Aggiunge il Presidente del Senato che tra colui che incarna la leadership e Fini “deve esserci un chiarimento diretto ” perché “senza una pace strategica si andrebbe a una rottura traumatica”. Quindi: o Fini fa lo “yes man” oppure il Pdl si rompe. Popolo delle Libertà. Alcune libertà in effetti se le sono prese ed erano liberi di prendersele vedi Cosentino, Verdini, Brancher, Dell’Utri  … Aggiungerei che per certi versi è meglio che nel PD ex PDS, ex ….., dove un giorno senti Tizio che dice A, Caio che dice B e Sempronio C e chi viene trombato più volte alle elezioni anziché andare a fare dell’altro si fa un partito suo che poi sicuramente non si alleerà col suo vecchio partito. Il PD è democratico a tal punto che al suo interno aveva pure la Binetti (una dell’Opus Dei…). Caro signor G, siamo sicuri che Libertà è Partecipazione!?


Le belle consuetudini

13 giugno 2010

Inchiesta sugli appalti della Scuola Marescialli di Firenze. Tale Mastrandrea, capo ufficio legislativo del Ministero delle Infrastrutture ha raccontato ai magistrati che nel 2008 vi fu un incontro all’Harry’s Bar di Roma tra lui, il Ministro Matteoli, il coordinatore del Pdl Verdini e l’imprenditore Fusi. Erano quattro amici al bar. Matteoli si è detto sereno primo perché non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, secondo perché “Il fatto che io riceva qualcuno alla presenza di un funzionario è il mio modo di lavorare. Quando viene un imprenditore non lo ricevo mai da solo ma con un collaboratore”. Viene da chiedersi se è “normale” che un ministro, e delle infrastrutture, riceva abitualmente imprenditori. Il collaboratore serve da “testimone” o da “garanzia”?


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