Dieci anni di (e senza) Marco Biagi

20 marzo 2012

Decimo anniversario della morte di Marco Biagi. Momento speciale per ricordarlo, ma venne fatto spesso da quel tragico giorno. Come tutte le vittime del terrorismo, merita di essere ricordato in modo particolare. La Fornero, da Fazio, ha riconosciuto che la flessibilità, da quel là dato dal ministro Treu dell’allora governo Prodi, si è trasformata in precarietà. Prima ancora della crisi, ovviamente. E un impulso glielo ha dato la “famigerata” legge Biagi. La legge 30, a lui “intitolata” dopo l’assassinio e che in parte ha ispirato, porta la firma del ministro Maroni. Una legge che ha introdotto una serie di forme di lavoro (troppo) atipiche e creato una moltitudine di lavoratori senza casa né patria, senza diritti e senza futuro. Marco Biagi aveva in testa una legge licenziata esattamente in quel modo? Non ce lo poté confermare ma non era esattamente così. E gli hanno fatto fischiare le orecchie anche da morto. Secondo Scajola, colui che non sa mai ciò che la gente fa per lui, era un rompicoglioni (richiedeva il rinnovo di consulenza e il ministro gli tolse la scorta). Non glieli ha più rotti.


Va cambiato lo stivale

1 novembre 2010

Lo stivale è da buttare; è bucato e la tomaia se ne sta andando. Siamo alle solite Calimero: bastano due giorni di pioggia (10, 20, 40 anni fa non pioveva due giorni di fila!?) tra il normale e l’intenso (non le piogge monsoniche che si abbattono sul Bangladesh) e arrivano due frane in provincia di Massa Carrara (che per la cronaca non si sono ancora separate, cara Grimaldi), una in provincia d’Imperia, il Bacchiglione straripa e non è l’unico.

E tutte le volte che succedono eventi di questo tipo si sente dire che il disastro era annunciato. Sentasi l’abitante massese intervistato quest’oggi. Il sottobosco non viene pulito, il letto dei fiumi idem, la cementificazione, gli incendi; in più si sa, ma da mo’, che quasi o più del 50% del nostro territorio è a rischio dissesto idrogeologico. E cosa si fa? Una cippa. Tanto i ministri non abitano in quella percentuale …

Come la Prestigiacomo ad esempio che si sa che è Ministro dell’Ambiente solo se si legge l’organigramma del Governo perché non si vede né si sente mai: lavorerà nell’ombra … Si noti che la dicitura esatta del Ministero è “Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare”. Nel Mar Ligure c’è ancora il petrolio sui fondali di quando esplose la petroliera “Haven” nel 1991 e riguardo al territorio …

In compenso però “Il Ministero dell’Ambiente sarà presente con un’ampia partecipazione alla quattordicesima edizione di “Ecomondo”, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che si terrà a Rimini dal 3 al 6 novembre. Il Ministro Stefania Prestigiacomo taglierà il nastro, mercoledì 3 alle ore 10”. Speriamo che non lo tagli franandoci su! Ma cosa andiamo a fare se non recuperiamo nemmeno la cacca dei cani sui marciapiedi e l’unico sviluppo che sosteniamo è quello delle diapo delle vacanze!? Giusto per dare a Stefania quel che è di Stefania, anche i suoi predecessori …

Il 23 febbraio di quest’anno però è stato varato un decreto legislativo (n.49) relativo alla valutazione e gestione dei rischi di alluvione. Si dà tempo alle autorità di bacino distrettuali entro il 22 settembre 2011 di predisporre la valutazione preliminare del rischio di alluvione ed entro il 22 giugno 2013 mappe della pericolosità da alluvione e mappe del rischio di alluvioni (per i particolari leggete il decreto). L’iniziativa però non è del Ministero: è un’attuazione di una direttiva UE (perché noi siamo come i bimbi piccoli: ci devono imbeccare). Del 2007. Com’è quel detto? “Ne deve passare di acqua sopra i ponti …”.


Le belle consuetudini

13 giugno 2010

Inchiesta sugli appalti della Scuola Marescialli di Firenze. Tale Mastrandrea, capo ufficio legislativo del Ministero delle Infrastrutture ha raccontato ai magistrati che nel 2008 vi fu un incontro all’Harry’s Bar di Roma tra lui, il Ministro Matteoli, il coordinatore del Pdl Verdini e l’imprenditore Fusi. Erano quattro amici al bar. Matteoli si è detto sereno primo perché non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, secondo perché “Il fatto che io riceva qualcuno alla presenza di un funzionario è il mio modo di lavorare. Quando viene un imprenditore non lo ricevo mai da solo ma con un collaboratore”. Viene da chiedersi se è “normale” che un ministro, e delle infrastrutture, riceva abitualmente imprenditori. Il collaboratore serve da “testimone” o da “garanzia”?


Un’altra perla di saggezza di Lunardi

2 maggio 2010

L’ex ministro Pietro Lunardi, quello che “Con la mafia bisogna convivere”, ora che è stato tirato in ballo per i fatti correlati alle attività di Balducci e Anemone (la premiata ditta degli appalti in Sardegna) se n’è uscito con un’altra perla ”In Italia è sempre così: tirano dentro quelli che non c’entrano”. Come Riina, Cutolo, Vallanzasca … E’ vero che qualche innocente ogni tanto ci rimette, come capita in tutto il mondo, ma l’excusatio non petita … Poi magari risulterà innocente, glielo auguro, ma se la metteva giù in un altro modo forse risultava più credibile.


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