Dieci anni di (e senza) Marco Biagi

20 marzo 2012

Decimo anniversario della morte di Marco Biagi. Momento speciale per ricordarlo, ma venne fatto spesso da quel tragico giorno. Come tutte le vittime del terrorismo, merita di essere ricordato in modo particolare. La Fornero, da Fazio, ha riconosciuto che la flessibilità, da quel là dato dal ministro Treu dell’allora governo Prodi, si è trasformata in precarietà. Prima ancora della crisi, ovviamente. E un impulso glielo ha dato la “famigerata” legge Biagi. La legge 30, a lui “intitolata” dopo l’assassinio e che in parte ha ispirato, porta la firma del ministro Maroni. Una legge che ha introdotto una serie di forme di lavoro (troppo) atipiche e creato una moltitudine di lavoratori senza casa né patria, senza diritti e senza futuro. Marco Biagi aveva in testa una legge licenziata esattamente in quel modo? Non ce lo poté confermare ma non era esattamente così. E gli hanno fatto fischiare le orecchie anche da morto. Secondo Scajola, colui che non sa mai ciò che la gente fa per lui, era un rompicoglioni (richiedeva il rinnovo di consulenza e il ministro gli tolse la scorta). Non glieli ha più rotti.


Non ci sono più i job di una volta

15 novembre 2011

Il prossimo 28 novembre, a Parma, si terrà il “Parma Job Day – Il lavoro che c’è, nella tua provincia”, un’iniziativa, lodevole, della Provincia di Parma. Ovvero si incontrano l’offerta e la domanda di lavoro. Su un portale apposito della Provincia di Parma (Job Seeker …) vi sono le offerte da parte delle aziende alle quali ci si può candidare e poi il 28 ci si incontra. Volete sapere quali sono alcune delle mansioni ricercate? Continuous Improvement Engineer, Clinical Trial Administrator, HR Development Manager, Business Intelligence Consultant, Microstrategy Business Intelligence Consultant, Hyperion Consultant. Ma … le aziende che ricercano detto personale sono a Parma nell’Ohio o a Parma Emilia-Romagna? Almeno il sito istituzionale, c’mon!


Siamo tutti circocensiti

19 ottobre 2011

E’ arrivato il censimento. Spira tanto sentimentoooo! Di rigetto. Avrà sicuramente la sua importanza (!?) ma chi lo ha congegnato deve aver come minimo digerito male.

Alla domanda: “dove si trovava alla data del censimento (9 ottobre 2011)” come cacchio rispondi?  Ora … poniamo il caso che da Parma al mattino alle 9 mi sia fiondato a fare un giro a Forte dei Marmi da amici e sia rientrato alle 21. Rispondendo alla lettera a tale domanda stile Tenente Colombo dovrei barrare due caselle: “in un altro comune italiano” e “in questo alloggio”. Ma cosa devo prendere in considerazione per barrarne una sola: dove ho trascorso il 50% più un minuto delle 24 ore?

Istruzione e formazione. Si chiede: “e’ attualmente iscritto a un corso regolare di studi?”. Certo! Mio padre, 76 anni, sta studiando per diventare premio nobel per la chimica.

Poi per fugare ogni dubbio, il sesso me lo chiedi sia a pagina 2 che a pagina 8. Hai visto mai … Eva Robbins effettivamente potrebbe barrare due caselle diverse.

E siccome il censimento è, ovviamente, scrupoloso e attento a tutte le possibili realtà, per quanto riguarda il lavoro hanno pure considerato il lavoro da sfruttamento. Nella spiegazione alla domanda se nella settimana antecedente il giorno del censimento uno abbia lavorato o meno hanno specificato: “consideri il lavoro da cui ha ricavato o ricaverà un guadagno o il lavoro NON pagato, quest’ultimo solo se effettuato abitualmente presso la ditta di un familiare”. Cioè … se mio zio mi sfrutta barro la casella “sì” se invece a sfruttarmi è la ditta Cazzarola barro “no”?

Comunque … la voglia di barrare “altro” ad ogni domanda è molto forte …  

Le ultime domande sono quelle relative ai cosiddetti dati sensibili. Nella lettera d’accompagnamento ti precisano, giustamente perché magari uno non lo sa, che in questo caso, a norma di legge, puoi anche evitare di rispondere però, data l’importanza del censimento (!?) ti sono grati se potessi rispondere comunque. E uno si chiede chissà quali domande gli faranno …

La sezione è intitolata: “Difficoltà nelle attività della vita quotidiana”. Ti chiedono se ci vedi bene, se ci senti bene, se fai fatica a far le scale o a camminare e se ti dimentichi le cose. Cacchio! E una domanda tipo: “ha difficoltà nell’erezione (dell’organo sessuale)?”. Che non sarà un’attività della vita quotidiana, per qualcuno, ma se chiedi a uno di 80 anni se frequenta un corso di specializzazione, potresti chiedere a uno di 40 se gli si drizza o meno.

Nel censimento, poi, non sono previsti gli animali. Nessuna domanda relativa al fatto se uno ha con sé un gatto, un cane, un cercopiteco … quanti … Nulla. Ah già … spediranno la busta direttamente a quegli animali che sono registrati all’anagrafe canina o felina per la compilazione.

 


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