Iren = Reni (nelle)

22 maggio 2011

Bisogna sempre mettere le mutande di ghisa perché è un attimo che … Succede che nel nuovo appartamento ove sono andato ad abitare a febbraio il contatore del gas è datato 1963 e in aggiunta non ha più il piombino. Un paio d’anni fa erano andato a curiosare sul sito dell’Autorità per l’Energia e il Gas, fa bene andare a visitare certi siti ogni tanto, ed avevo letto che se i contatori sono stati installati prima del 1980 e se l’utente chiede una verifica “metrica”, il venditore (Iren in questo caso) addebita il risibile costo di Euro 5 solo ed esclusivamente nel caso in cui il contatore funzioni perfettamente. Memore di ciò, chiamo Iren affinché venga a fare un controllino. L’operatore, di cui tacerò il nome per ovvi motivi di privacy, prende nota (io gli faccio presente la cosa dell’Autorità) ma non sento più nulla. Richiamo una settimana fa e sempre lo stesso operatore mi dice “Sa che c’è un costo per questo?”. Al che gli faccio presente che è praticamente nullo e solo nel caso sia a posto c’è una spesa-non spesa (5 euro … che comunque sta sugli zebedei perché non capisco per quale motivo te li debbano far pagare quando sarebbero tenuti a farlo “d’ufficio” e toccherebbe alle Camere di Commercio che però non assumono personale per questo servizio …). Chiedo per curiosità e scrupolo doveroso, a quel punto, a quanto ammonterebbe tale costo e l’operatore mi comunica che “L’ufficio tecnico fa sapere che il costo varia dai 5 ai 175 euro”. Eh!!!!!!????? E in base a cosa vi sarebbe una forbice così ampia: a seconda di quanti gradini devono salire? Dico allora di sospendere il tutto per permettermi di verificare ciò di cui sono comunque sicuro. Verifico e così è. Spedisco allora una mail con annesso link della pagina del sito dell’Autorità in questione. Dopo qualche giorno arriva la risposta: confermano la mia tesi citando il numero di delibera dell’Autorità competente (…) e scusandosi per il disguido mi allegano la domanda da compilare.
Ecco, io ne avrei un’altra di domande da compilare: perché cercare di fottere l’utente nella speranza si tratti di utente ignorante in materia?


Che gelida manina, se la lasci termovalorizzar

26 novembre 2010

Da un po’ di tempo a questa parte, in Italia si tende a rendere meno impattante ciò che è nella realtà. Così lo spazzino è divenuto un ben più qualificante operatore ecologico, non qualificante quanto l’aumento in busta paga, l’imbianchino un nobilissimo pittore edile, peccato che non si possano fare mostre di intonaci o facciate (a tal proposito v’è da chiedersi per quale motivo vengono definiti costruttori gli imprenditori e non già i muratori …), l’inceneritore ad un meno sensibile termovalorizzatore (termine che non compare ad esempio nella normativa europea). Perché bruciare, incenerire, lo fa sempre, ovviamente. Solo che “valorizza” il vapore, recuperato per poter produrre energia o come veicolo per propagare calore (ad esempio col teleriscaldamento). Tutto ciò, però, comporta emissione di polveri. Quelli di ultima generazione, dice chi li impianta, sono assolutamente poco o nulla impattanti, mentre vi sono studiosi che mettono sul chi va là riguardo la pericolosità delle micro polveri, più sottili e subdole del PM10. Come sempre la verità vera non la si saprà mai.

A Parma un inceneritore c’era, ahimè poco distante da casa mia e talvolta si doveva chiudere la finestra a causa dell’odore insopportabile; anni fa è stato chiuso, nel frattempo la raccolta differenziata è stata implementata tanto che ora siamo oltre il 45% eppure ora si “deve” costruire un nuovo impianto (!?). Che brucia rifiuti, meno, anche se è fonte di energia.

La diatriba tra Comune-Iren e Comitato gestione corretta rifiuti è acerrima. In data 24 novembre il direttore di Teleducato in un servizio ha, tra le altre cose, detto che in Italia ve n’è un centinaio di tali impianti. Quindi!? E’ obbligatorio farlo pure a Parma? Se non ce l’ha una città come San Francisco, possiamo farne a meno pure noi?

Personalmente non sono aprioristicamente pro o contro il termovalorizzatore, ma qualcosa mi dice che se ne potrebbe fare a meno. Tanto per cominciare, dalla considerazione fatta due capoversi sopra.

Il problema di fondo è sempre quello: spiegare alla gente perché si fa una cosa. Ogni tanto il Comune invia a tutti i suoi cittadini una bella letterina nella quale spiega cosa fa e perché: perché non ha fatto, esso o Iren, la stessa cosa col termovalorizzatore?

Ai cittadini forse piacerebbe sapere: 1) quante tonnellate di rifiuti “da incenerire” producono “i parmensi”? – 2) quante tonnellate ne può incenerire il futuro impianto? – 3) che percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto Parma e la sua provincia (Felino ad esempio è oltre il 70%)? Ma dati reali, non come quelli gonfiati quando si trattò di “agevolare” la Metropolitana.

*“Sarà sempre e solo la dedizione alla propria comunità, a orientare l’azione amministrativa di tutti i giorni della squadra che sono stato chiamato a guidare.” – “Le diverse istituzioni, le associazioni, le varie rappresentanze civili, culturali, professionali e sindacali della città, che sono fattore essenziale di crescita e sviluppo, saranno chiamate continuamente a confronto per coinvolgerle nelle decisioni.” – “Non pensiamo che tutti potranno essere sempre d’accordo con le nostre scelte, sappiamo però che i Comune di Parma cittadini hanno il diritto di essere coinvolti e consapevoli delle scelte che si compiono. La trasparenza e il coinvolgimento consapevole dei cittadini sono necessari per la qualità della vita della comunità e per l’evoluzione dei diritti individuali e collettivi.

La Toscana ed il Lazio si sono già dette disponibili a prendere la monnezza napoletana: Parma si candiderà (a questa o ad altre)? (dato che i rifiuti sono fonte di guadagno?) In un comunicato sempre del giorno 24, Iren sostiene, o meglio dichiara solennemente che “rimane confermato l’impegno assunto a suo tempo da Enìa di mantenere le tariffe di smaltimento in linea con quelle adottate nell’anno 2008”. Peccato però che le bollette dei cittadini siano sempre aumentate dal 2008 ad oggi. E poi basta andarsi a leggere quanto recita il Testo Unico Ambientale, ma loro puntano proprio sull’ignoranza (nel senso dell’ignorare).

*“incentivazione di buone pratiche ambientali come il risparmio energetico e la bioedilizia. Nel campo ambientale l’attenzione si concentrerà sulle politiche energetiche, sulla qualità delle acque con la costruzione dei nuovi campi pozzi e il completamento del sistema fognario e sulle politiche di smaltimento dei rifiuti, con il completamento della raccolta differenziata e la realizzazione del termovalorizzatore per raggiungere autosufficienza e produrre energia e calore.

Se c’è una cosa che è inesauribile, e se si esaurisce non si pone il problema di alternative, quella è il sole: perché lo si deve sfruttare in Germania e non nel “Paese ‘o sole”?

*Questi passi sono tratti dal “programma” dell’Amministrazione Comunale che si può leggere sul sito istituzionale.


C’è una bella differenziata!

22 ottobre 2010

Ci avevano spiegato che la raccolta differenziata sarebbe servita, oltre che ad aiutare i Comuni (nella fattispecie parlo di Parma) nello smaltimento e all’ambiente, anche a pagare un po’ meno la tariffa sui rifiuti. L’ennesima balla spaziale degna di Mel Brooks. Oltre a ciò, se n’è ita pure la chiarezza.

Fino al 2007, le bollette del servizio rifiuti erano belle e chiare. Ogni bolletta semestrale aveva l’identico, o quasi, importo; di conseguenza sapevi quanto ti costava il servizio. Per la cronaca, posto come base 100 di riferimento il 2005, si ebbe un + 3% nel 2007 (a casa mia). Poi dal 2008, la novità dei conguagli. Pensavo fosse un caso limite avendo variato il nucleo familiare, invece no. Perché? Lo chiedo al numero verde del servizio clienti Iren e chi mi risponde mi dice «Non lo so». Bene! (e noto in lui una cerca difficoltà) «Però quella di quest’anno è dovuta all’aggiornamento di alcune voci della fattura … ». Sì delle tariffe, ma è così da tre anni!! Va beh … Fino ad allora tu pagavi un tot a metratura e un tot a nucleo familiare che era uguale per tutto l’anno invece da quel momento in poi, come ti spiegano da Iren (ex Enìa ex Amps Ambiente ex Amnu) e come si evince dal retro bolletta, le tariffe sono in continuo movimento e, mi confessa l’interlocutore verde, «ultimamente sempre in aumento». Grazie, almeno qualcosa di certo! De que depende si chiederebbe Jarabe de Palo? Dai carburanti? Dai salari degli extracomunitari utilizzati per il servizio? Dagli stipendi che dobbiamo pagare a Villani and company? Mi si risponderà che sono stati fatti degli investimenti perché bisogna far passare più mezzi, i contenitori costano … Forse si sono anche ammortizzati nel frattempo …

Fatto sta che tra il 2008 ed il 2010 il totale bolletta differisce l’uno dall’altro di 30/40 euro: 2008 paghi 100, 2009 paghi 70, 2010 paghi 105 (esemplificando e semplificando). Vai un po’ a capire quanto paghi esattamente all’anno come facevi nel 2006.

Provo a confrontare le tariffe degli ultimi due anni. 2009: 0,246/mq (quota fissa) e 75,775 (quota variabile) in quella del 1° sem, 0,27/mq e 81,376 in quella del 2° sem dove ti trovi il conguaglio con storno dell’intero 2008 (con un importo però che non coincide con la somma delle bollette di quell’anno) che ti riaddebitano a 0,246 e 75,775 (da 1.1 a 31.12).

2010: 0,241/mq e 86,58 sia nella bolletta del 2° che del 1°sem dove già qui c’è il conguaglio 2009 con storno (per l’inciso vale quello sopra) e riaddebito a 0,27 e 81,376.

Se ne dedurrebbe che l’importo di riferimento cui ci si deve basare per sapere quanto si è pagato realmente per un dato anno è quello che si trova nella bolletta dell’anno successivo, sotto lo storno totale dove viene indicata la tal quota fissa e variabile di tutto l’anno prima. Nel mio caso, nel 2009 avrei, ho, pagato l’8% in più rispetto al 2 008. (E poi mi si viene a dire che il Governo sta fronteggiando la crisi non mettendo le mani nelle tasche degli italiani: meno male, altrimenti si strapperebbero le tasche)

Iren, è giusto!? Comunque è un dato di fatto che le tariffe aumentano sempre e allora sorge spontanea una domanda: perché devo continuare a fare la raccolta differenziata se a me utente/contribuente non ne viene mai un minimo di ritorno? In aggiunta: quando si arriverà, come era nelle intenzioni dell’ex sindaco Ubaldi, a pagare effettivamente per la quantità di pattume fatta con tanto di sacchetto personalizzato con codice a barre da strisciare come al supermercato? Uno che da solo in un appartamento da 70 mq fa 10kg di monnezza al mese perché deve pagare meno, attualmente, di uno che in 90 ne fa 5?

Mi verrebbe da fare lo sciopero … differenziato.


Il cassonetto dove lo metto?

27 settembre 2010

Il passaggio da Enìa ad Iren ha portato un tocco di genialità in più. Come il posizionamento del cassonetto sul marciapiede di Via Savani (vedi foto). Parma è nota per la formazione di laghi artificiali nel periodo delle piogge specie da quelle parti in considerazione del fatto che la ditta Ugolotti che effettuò i lavori di rifacimento di manto stradale e marciapiedi in diverse vie li rifece in modo che si formassero appunto i bacini di cui sopra; evidentemente furono usate delle bolle … un po’ sgonfie. Bene; come si può notare Iren c’ha messo anche del suo. In giornate come queste, se vuoi passare oltre, o scendi in strada oppure ti fai un bel pediluvio; idem se vuoi buttare la spazzatura. Sarà anche provvisorio ma, ce ne sarà di spazio lì vicino … Genialata per genialata, suggerirei ad Iren di fare in modo di lasciare il cassonetto aperto in modo tale che chi passa in auto possa gettare al volo i rifiuti (come succede in Finlandia con la posta dai pullman) oppure fare canestro dalla finestra.

Lago del Cassonetto


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