Fortunati coloro che hanno due bagni a casa perché con uno solo ragazzi … per noi uomini è la fine! Le donne ce lo monopolizzano. Allora … al mattino più o meno gli orari coincidono anche se lei dev’essere in negozio mezzora dopo il tuo orario d’ufficio, quindi ti metti d’accordo in modo che ci sia una staffetta, così nessuno è in ritardo e nessuno s’incazza. Peccato però che la pratica sia un’altra storia: è un accordo tipo il gatto e il topo (devo specificare chi sarebbe il gatto?). Lei si alza venti minuti prima essendo un po’ più … flemmatica, quindi quando ti alzi tu lei avrebbe già dovuto uscire per lasciarti via libera…. Come no. Allora tu che fai: pensi che ormai avrà finito e vai in cucina a prepararti la colazione «tanto per ora riesco a tenerla»
Passati cinque minuti ti vorresti scaldare un caffè ma ormai non ce la fai più ed allora mentre balli il tip tap, che se ti vedono da fuori fai anche la figura del pirla, intimi a lei di uscire subito perché sei in allarme rosso. E lei esce subito, perché lei esce solo se tu sei disperato, ma non può fare a meno di intimarti «Fai presto perché devo finire». Ma di far cosa che sono 25 minuti che sei lì dentro porca eva!
Allora si modifica l’accordo in corsa. Solo pipì e lavaggio viso e le dici «Ok mentre io faccio colazione, tu finisci …..ok?». E il suo silenzio … non è assenso.
Infatti, mentre tu fai colazione lei che fa? È in camera che deve scegliere cosa mettersi, ovviamente; al che quando vedi così finisci colazione in quattro e quattr’otto e via in bagno. E come si chiude la porta «Nooooo, devo finireee». Ehhhh mo’ te la strighi!
Solo che dopo nemmeno dieci minuti, il tempo di finire i bisogni lavarti pettinarti, lei è gia lì che rompe i coglioni: che deve entrare, che ci mette pochissimo, che deve solo finire … e ti stressa a tal punto che devi escire. Ma mentre tu esci e lei … tace non può esimersi dal dirti «Oh ma quanto ci metti! Poi dice a me!»
«Ma che cacchio dici, che tu ci sei stata venticinque minuti e io dieci!»
«Noooo io ci sono stata molto meno».
Sì perché le donne hanno una strana concezione del tempo: febbraio ogni 4 anni ha un giorno in più, loro ogni quattro minuti ne cala uno.
A questo punto vai a vestirti, ma hai commesso un errore imperdonabile: hai dimenticato le scarpe e la scarpiera è in bagno!!!!! Provi ad aspettare un attimo ma rischi di arrivare tardi all’appuntamento in ufficio. Allora le comunichi che hai bisogno delle scarpe.
«Un attimo».
Passano trenta secondi.
«Le scarpe, fammi entrare a prenderle o passamele tu». (perché tu vuoi fare il gentile)
«Un attimo arrivo»
Ormai sei conscio che arrivare in ritardo all’appuntamento in ufficio è molto più di una probabilità e quindi a fan culo la gentilezza ed entri.
E lei «Ma ci sono io!», al che la prendi mentre si sta chimicando il viso come fa Grissom in CSI e la cacci fuori a forza. Ti metti le tue scarpe e incazzato come una iena vai, in ritardo, all’appuntamento. E mentre stai uscendo sai già che ti sta per raggiungere la sua voce «Beh, allora d’ora in avanti ti alzi prima tu».
Bagno dolce bagno
19 maggio 2011Il mobbing è mio e lo gestisco io
21 gennaio 2011Mobbing, Stalking… Visto che siamo in Italia se italianizzassimo questi vocaboli, che so: rottura di balle? Ammorbamento? Violenza psichica? Che poi le donne, adesso, con questa storia del mobbing ci navigano a dei livelli … Approfittano di quelli del sesso maschile che sbavano come panda in calore (e il panda in calore ci va una volta l’anno e se la panda non ci sta via a canne di bambù) e che vogliono fare i re della giungla, per poi appioppargli una bella denuncia. Sì perché prima se la tirano come la molla dei tappeti elastici e quando tu pensi che te la diano, ti trovi il cartello come nei negozi di alimentari relativo ai cani “Noi dobbiamo restare fuori”. Così capita che quando il titolare di un’azienda dà delle lettere da scrivere al computer alla segretaria, bella e scollacciata, gli cada l’occhio nella valle dei templi; e dai e dai lei ti “sluma”. E minaccia di denunciarti «E’ mobbing, vuol dire che pensa di portarmi a letto. E’ fastidiosissimo. Viene violata la mia intimità». Sfugge una toccatina di sedere e «Ma sa che lei è..! La denuncio per mobbing». Ovviamente, ci sono casi e casi perché qualora la topa non si sia informata a dovere, prima di far partire la denuncia c’è un questionario cui rispondere:
- « Ha il Porsche Cayenne?»
- «Sì»
- «Ha tre case, una in città, una al mare ed una in montagna?»
- «Sì»
- «Ha un conto anche all’estero?»
- «Sì»
- «Ha amicizie importanti?»
- «Sì»
- «Va beh, allora chiuderò un occhio e aprirò le gambe»
Pubblicato da mulatzfree