Il downgrade dell’Italrugby

23 gennaio 2012

Se le agenzie di rating emettessero giudizi anche per l’Eurozona rugbystica, dopo il girone di andata avrebbero declassato l’Italia di due gradini e oggi, probabilmente, ci darebbero a rischio default. E’ stata una delle stagioni europee peggiori ma occorre fare dei distinguo. Partiamo dalla più prestigiosa, quella della birra (non mi va di fare pubblicità anche perché non è proprio una di quelle da leccarsi i baffi). Considerando che siamo alla seconda stagione di Pro12 qualcosa in più era lecito aspettarsi. “Grazie” agli Aironi siamo entrati nella storia: 0-82 col Clermont è la seconda peggior sconfitta (come divario punti) di sempre e la peggiore casalinga. Treviso, invece, ha migliorato la propria performance. Evidentemente la variabile sembra essere Biarritz (sconfitto l’anno scorso dagli Aironi e quest’anno dai Leoni) ma i trevigiani hanno raggranellato pure un prestigioso pareggio casalingo con gli Ospreys e giocato un bel rugby. E’ stata palese la differente intensità, qualità, attitudine messa in campo dalle due compagini italiane. E la differenza non la fanno “i nomi” perché Treviso non ha certo stelle di prima grandezza che gli Aironi non hanno. Quindi …

Questa la sintesi: Aironi: 0 punti-51 p fatti-274 subiti (4 mete a 38). Treviso: 7-122-193 (12-23)

Passiamo alla “Coppetta”. Nella scorsa edizione, nonostante il depauperamento dei migliori giocatori vi fu un leggero miglioramento rispetto alla “versione S10” (3 vittorie, una in più, 15 punti, contro 9, leggero peggioramento nelle differenze punti e mete). Oggi, invece, siamo qui a descrivere una caporetto, la peggiore edizione di sempre. Anche perché quest’anno non c’erano gli spagnoli, pur se eravamo riusciti a perdere anche con loro … Nemmeno I Cavalieri Prato ci hanno fatto sorridere. Quest’anno non c’era il Connacht a fare da pesca di beneficenza per il rugby italiano e pur con una squadra prima in campionato, deputata a vincere lo scudetto e a fare qualche punto in Europa, queste le ambizioni di partenza, i toscani sono rimasti con un pungo di mosche. Il distinguo: i Crociati. Una goletta mandata a fare l’America’s Cup. Con mezza o più Under 20 in campo era un sacrificio annunciato. Ed è difficile, per dire impossibile, fare paragoni con la squadra di Frati dell’anno scorso. Perché è vero che quella era comunque una squadra quasi interamente neofita in Europa, ma era comunque diversa l’esperienza e non solo: un conto è giocare in serie A, ed insieme da anni, un altro in Under 20. Perdere con i rumeni (che per la prima volta nella loro storia hanno fatto doppietta con un’italiana) in casa nostra è sempre frustrante ma le “attenuanti generiche”, ai gialloblù, si possono concedere. I campioni d’Italia, Padova, ne prendono 50 (a 6) in casa dal Tolone; i vicecampioni d’Italia, Rovigo, addirittura 92 (a 6) a Bayonne. Fate voi. Risultato globale: un misero punticino, 199 punti fatti-1036 subiti (18 mete a 152).

Mazzariol, e altri come lui e prima di lui, affermano o hanno affermato che queste partite servono per crescere. Sarà anche così (di base si impara maggiormente contro “i buoni” che contro “i balordi”) ma siamo nuovamente qui a chiederci se serve al movimento continuare a fare queste figure. E alla Erc? Forse sarebbe meglio che la Fir facesse come il secondo di quel pugile suonato che vuole a tutti costi stare sul ring rischiando la propria incolumità: gettare la spugna. E auto(parzialmente)epurarsi.


Press(apochismo), un po’ di fastidio e scaricabarile

16 dicembre 2011

Polis Quotidiano ha pontificato sulla questione relativa alla eclatante protesta che alcuni ex giocatori dei Crociati Rfc hanno inscenato con la distribuzione dei volantini. Polis ha scritto di pressapochismo e superficialità di alcuni media cittadini cartacei (beh … di altri quotidiani c’è rimasta solo la Gazzetta e poi ci sono due settimanali) e online (chi parla costantemente di rugby e non solo per questioni di campo è sportparma e spesso per tramite del sottoscritto ma nella fattispecie si è scatenata pure parma.repubblica che il rugby locale, e non solo, solitamente non lo ha in nota). Sarebbe meglio fare riferimenti precisi così si eviterebbe di ribadire il pressapochismo. http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=18&IDARTICOLO=3048370&ORDERART=18&RICERCA=&ARTPREC=3048829 Personalmente non mi sento toccato. Su sportparma scrissi già in occasione del derby dell’Enza circa gli striscioni, prima parte della protesta, che sensibilizzavano la società sul pagamento degli arretrati. E lo scrissi con queste parole: “Sulla tribuna opposta a quella principale campeggiavano due striscioni, posti all’altezza dei rispettivi ventidue, da alcuni giocatori della scorsa stagione tesi a “sensibilizzare sulla questione arretrati”. In quel frangente potei scriverlo solo lì. Cosa scrisse Polis riguardo alla partita? 278 battute, spazi inclusi. Nulla degli striscioni. E riguardo alla partita con la Stade Français e relativi volantini? A battute poco più e zero riferimenti alla protesta. A posteriori diventa tutto facile. Qui non credo ci fosse pressapochismo e superficialità http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=10&IDARTICOLO=3046295&ORDERART=10&RICERCA=&ARTPREC=3046154       Se invece ci si ferma al solo titolo, che è notorio non fa l’articolista … Come si nota nell’articolo, feci anche un breve excursus di come è cambiato l’assetto societario in questa stagione. Bene. Oggi la società conferma, in un comunicato, quanto fu riportato dal sottoscritto e riferitogli da un dirigente, interpellato per dovere di replica e che ha voluto rimanere anonimo e non sbilanciarsi troppo. Ovvero che è loro intenzione, aggiungendo “nel limite del possibile”, saldare i debiti nei confronti dei giocatori e dei fornitori. Apprezzabile. Nel comunicato si fa riferimento al fatto che il debito è relativo alla gestione precedente. Ma metà della proprietà di allora non è cambiata …


Identità e ripartenze

2 maggio 2011

Una persona dell’ambiente rugbystico, non molto tempo fa mi prospettò che il Rugby Noceto avrebbe fatto la sua solita risalita e che tempo cinque anni sarebbe ritornato al punto del 2010 in barba alle varie fusioni e che allora ci sarebbe stato da ridere. Beh, intanto il primo pezzo è stato messo: dalla C alla B, sentenza emessa ieri. Stadio Nando Capra pieno. Ok non c’era il campionato d’Eccellenza … (è “quasi” una battuta …). E a vedere la Rugby Parma, sempre serie C, quest’anno circa un centinaio di persone (ma lì lo stadio non c’è). E alle partite dei Crociati Rfc? Desolazione. Non che cambi di molto il discorso se ci spostiamo sul versante GranDucato. L’ennesima conferma che l’identità non fa rima con necessità. E ora si parla di nuova fusione, anche in questo caso le necessità ci sono. Non è fatto prettamente italiano, comunque. Parlando nei giorni scorsi con James Ireland mi confermava che anche quando sono nati i Newport Gwent Dragons, quelli di Bedwas, Pontypool, Caerphilly non se ne fregavano più di tanto; solo recentemente c’è stato un maggiore coinvolgimento. E’ normale che subito “la cosa” non la si senta propria (ma qui da noi è ancor più marcata e la storia leggermente diversa). Speriamo che almeno nei playoff vi sia un rigurgito di amor di patria: in fin dei conti si tratta pur sempre della top squadra del territorio che si va a giocare qualcosa di importante. Poi il prossimo anno, se il caso, al XXV Aprile metteremo le sagome.


Mischia disordinata

30 gennaio 2011

Parliamoci chiaro: nel rugby non è una novità quanto andato in scena al Tre Fontane. Negli anni ’50 e ’60 diverse partite sono state sospese per risse, sia in campo che fuori. Nel 1955-56 successe due volte ed il caso vuole che tra le “protagoniste” ci furono Roma e Parma: Rho-Rugby Roma finì 9-0 fu sospesa al 73’ per rissa ma fu omologata, mentre Parma-L’Aquila fu vinta a tavolino da Parma dopo che vi furono incidenti. Era un rugby diverso, più “ruspante”, spesso c’era la volontà di rifarsi in campo di quanto ti era successo nella vita quotidiana. E che dire di quando i veneti, segnatamente Treviso e Padova, in trasferta a Parma, parliamo degli anni ’80, epitetavano i parmigiani dando loro dei terroni. Sempre a Parma vi fu il caso di Berni, seconda linea dell’Amatori Milano, che espulso venne apostrofato da uno spettatore parmigiano con un “figlio di p…” e questi, una volta uscito dal campo, salì sugli spalti per farsi giustizia. Fortunatamente, per lo spettatore, non si arrivò alle vie di fatto. Col trascorrere degli anni le cose si sono ammorbidite; qualche parola “di traverso” sugli spalti si sente ma niente di che, allenatori e dirigenti mandano gentilmente a quel paese l’arbitro ma siamo in Italia ed anche chi è “nel rugby” si adegua. Riguardo all’azione di Woodman qualcuno si ricorderà quanto fece Eric Cantona che da giocatore del Manchester United entrò da karateka su un giovane tifoso avversario in prima fila: un po’ di lavori socialmente utili e via. Comprensibile dal punto di vista umano il comportamento del neozelandese (molti contro uno è aberrante) anche se censurabile dal punto di vista sportivo. Ci sarebbe poi l’obbligo della richiesta della forza pubblica, al Comune e alle autorità competenti: è stata fatta? C’era? Pare di no, ma non è un’eccezione: nel baseball ad esempio le richieste si fanno ma spesso e volentieri assenza totale anche per il numero esiguo di spettatori. Comunque non la vorremmo mai, sarebbe la fine, se non per eventi particolari.

Credo che a chi sta a cuore questo sport e lo vive da anni annorum  come il sottoscritto, non interessi se c’è stata provocazione e chi ha provocato chi. Purtroppo, non si può certo conoscere tutti coloro che vanno allo stadio. Quel gruppetto di facinorosi, volendo essere “polite”, è probabile siano degli occasionali, ma voglio credere ai veri tifosi romani che ne sostengono la certezza del non c’entrare nulla con tutto il contesto Rugby Roma, e come tali vanno bannati. Meglio il silenzio su quanto accaduto? Io non credo. Ma occorre che tutti gli addetti ai lavori si attivino affinché la sportivizzazione della società avvenga al più presto e a questo proposito lascio per ultime le considerazioni circa i colleghi. Su sportparma ho riportato la versione dei dirigenti crociati presenti, a Roma hanno la loro e così ci vorrebbe il TMO per capire chi, dove, come. Alcuni colleghi di Roma, leggendo la rassegna stampa Sipa, citano solamente l’invasione di tribuna di Woodman (e certo è episodio che si ricorderà nella storia): ma del pre? Altri nemmeno quello. Si può, o si deve, raccontare? O no? Infine il comunicato della società dei Crociati. E’ comprensibile l’amarezza, lo sdegno, la rabbia e qualsivoglia altro sentimento nei confronti dell’accaduto e verso “quei” romani ma sono fermamente convinto che una società non possa comunicare in quel modo. Questo è il mio personale e modestissimo parere.

Si diceva, questa estate, che con la rivoluzione celtica si sarebbe tornati indietro di decenni: infatti …

Sono sicuro che tale episodio rimarrà solo una piccola macchia (vedremo se ci saranno provvedimenti disciplinari a carico di chicchessia): mettiamolo nel cassetto e avanziamo, per migliorare, tutti.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.