Stato Pontificio

17 novembre 2010

L’Italia, mi risulta, è sempre uno Stato laico. Che all’interno del suo territorio racchiude due Stati sovrani come San Marino e Città del Vaticano (così come il Sudafrica ha il Lesotho e lo Swaziland, due regni). La Chiesa si è infuriata per l’ospitata della sig.ra Welby al programma “Vieni via con me” ed anche lei, la Chiesa, ha sostanzialmente invocato il contraddittorio (sembra che in uno Stato democratico in cui vige, da Costituzione, la libertà di espressione e d’opinione se non c’è il contraddittorio non si possano esprimere opinioni) sostenendo che c’è bisogno di persone nuove, di idee nuove … Sì, ci sarebbe bisogno di Papa Luciani (al secolo Papa Giovanni Paolo I) ad esempio. Non sarebbe ora di finirla che uno Stato estero sovrano nelle sue varie forme continui ad interferire nelle questioni di un altro Stato sovrano dicendo ad ogni piè sospinto cosa deve fare o non fare, di cosa si deve occupare o meno? Già sia in Rai che in Mediaset ci sono state e continuano ad esserci finestre di alcuni minuti in cui un prete si fa il suo monologo e di tutto questo dobbiamo ringraziare i Patti Lateranensi ed anche i comunisti di un tempo (i cui pronipoti a distanza di lustri non hanno risolto il conflitto d’interessi).

Nulla osta, ma parlando di libertà di opinione, di idee nuove etticetera, perché allora non fare una, o più, bella trasmissione anche con monaci zen, pastori protestanti, valdesi e via discorrendo? Mons. Bertone, mi dà la sua opinione?


La Chiesa, i rom e le pecorelle smarrite

27 agosto 2010

Secondo Monsignor Marchetto i rom sarebbero vittime di un nuovo olocausto. Ciò in seguito alla decisione del governo francese di rimpatriare alcune decine di rom dal territorio nazionale. Ora, senza entrare nel merito di quella decisione, quando si parla di olocausto, dato che la parola ha un senso etimologico ben preciso, si parla di eliminazione, epurazione in senso fisico: distruzione e morte. Non mi sembra sia questo il caso. Ok, pure loro sono stati perseguitati in passato e, seppur in misura minore, sono stati vittime della “razza ariana” ma qui la cosa è un po’ diversa. Un problema caro alla Chiesa quello dei migranti che definisce i rom persone deboli. Ce ne sono al mondo di persone deboli… La Romania è entrata “nell’Europa” e quindi nella libera circolazione, anche se non è ancora del tutto così, per cui gli appelli sono a questa nuova condizione e alla non discriminazione. Rom però non vuol dire che provengono dalla Romania. D’accordissimo sul non discriminare, ma i rom sono un popolo nomade (che sono pure kosovari, bosniaci, bulgari etc…) e allora che si diano al nomadismo non alla stanzialità. Nomadismo che spesso coinvolge anche …  le case altrui … Perchè dobbiamo costruire loro, lo abbiamo già fatto, delle strutture in modo che lì stiano in modo permanente? Perchè dobbiamo cacciare indietro coloro che arrivano coi barconi e non loro? Posto che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, onestamente io sono più propenso ad aiutare un senegalese che un rom. Visto che la Chiesa ha tanto a cuore la questione dei migranti, perchè non si piglia nei conventi, nelle sagrestie un pò di rom, marocchini, nigeriani, senegalesi, curdi così li toglie dai CPT e dalla strada? Non ha sempre detto di accogliere la pecorella smarrita? Questi non sono neppure smarriti! Magari ne mette pure un pò anche negli appartamenti di cui la Curia dispone, in dosi massicce, e che talvolta, o spesso, affitta a studenti (chissà perchè?).


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