Son bei momenti

13 settembre 2010

“Passano gli anni, ma otto son lunghi” cantava Celentano ne “Il ragazzo della Via Gluck”. Figurarsi tredici! Qualche anno fa forse mi sarei emozionato di più, anche se alla fine “l’ansia (mia) da prestazione (degli altri)” si è fatta un po’ sentire e un urletto l’ho cacciato pure io per lo scudetto della stella. Saremo pure giornalisti, racconteremo, almeno cerco sempre di farlo, con obiettività quanto accade nello sport locale ma siamo pur sempre di Parma. Li ho visti tutti questi dieci scudetti. Oddio, proprio tutti visti nel vero senso della parola no; ad alcuni di questi vinti fuori casa non ero presente, ma vissuti, ecco, questo sì (come non ricordarsi delle palline che mi fischiavano vicino sulla “collinetta” in quel di Nettuno?). Le sensazioni, le emozioni che si sono vissute l’altra sera al Nino Cavalli erano simili a quelli dei bei tempi dell’Europeo di Viale Piacenza pieno, ed era un’altra cosa come massa di gente. Il baseball lo seguiranno anche in pochi, ma ci sarebbe voluto il vecchio Europeo per contenere proprio tutti venerdì sera, la partita che valeva la bella. Quanti arretrati! C’erano anche quelli, di spettatori, del 1997 e qualcuno anche degli scudetti precedenti. C’erano coloro che lo scudetto se l’erano cucito e che quest’anno hanno seguito la squadra non solo nella serie finale (tipo il mio ex compagno di classe Fabrizio Adorni). C’era pure un amico-collega che da tre/quattro anni non vedevo in città ed insieme al quale giocavo nei cortili e nei campetti del quartiere. E non so da quanto tempo non lo vedevo allo stadio del baseball! Sabato sera lo avevo di fianco, Mario Salvini. E tra chi giocava insieme a noi c’era una certa Cristina “Chicca” Magnani, una ragazza che poi sarebbe diventata campionessa d’Italia di softball con la Crocetta. Allora i “buoni”, escluso il sottoscritto, nascevano nei cortiletti e nei campetti; oggi se provi a giocare a baseball nei cortiletti …, per non parlare dei campetti: non ci sono più! Parma era il baseball, respirava baseball, si nutriva di baseball. Era un amore grande. La gente ha ancora voglia di baseball anzi, a giudicare da queste ultime settimane ce l’ha sempre avuto. Aspettava solo di rispolverarlo: perché il primo amore non si scorda mai. E poi si sa: il pubblico è un po’ come il girasole.


Sportivamente o salivamente?

8 settembre 2010

Capitan Landuzzi, dalle pagine del sito della società Fortitudo Baseball, oltre alla disamina delle partite a venire e di quelle trascorse a Bologna, si è soffermato anche sugli aspetti “extra”tecnici come la rissa di gara4. Ha anche avuto modo di ringraziare il suo fantastico e meraviglioso pubblico che li ha aiutati molto. Il proprio pubblico a quello serve. Landuzzi ha anche affermato che Sambucci, in occasione dell’arrivo in prima di Malengo, ha fatto una scena madre che non serviva.

Mi corre l’obbligo, in questo caso come “spettatore”, di dire la mia in modo, reputo, obiettivo anche se qualcuno non lo penserà (ma ho la coscienza a posto).

1)      Il buon Malengo da regolamento non può correre verso la prima dentro il campo. La sua corsa è stata volontariamente interna alla corsia in modo da dare fastidio/ostacolare Sambucci (tanto che è stato eliminato per regola dall’arbitro) il quale se non fosse stato toccato, seppur appena, dal corridore non si sarebbe preso, credo, la pallina addosso. Oltretutto il buon Malengo ha pensato bene, con Sambucci a terra, di correre verso la seconda. Antisportivo al quadrato. Forse Sambucci ha un po’ “enfatizzato” il colpo e ciò può essere sicuramente stigmatizzato, ma non si può nemmeno sottacere il comportamento di Malengo.

2)      D’accordissimo che scene di escandescenza come quelle di Munoz (peraltro mai vista una cosa del genere in tanti anni di sua militanza nel campionato italiano) e come quelle successive sono uno spettacolo da evitarsi, come peraltro ho avuto modo di scrivere e fa bene Landuzzi a chiedere scusa per tutti; uno della sua esperienza, di Munoz, non avrebbe dovuto farlo ma un altro comportamento sarebbe stato da evitare, questo di un giocatore bolognese, nella rissa sviluppatasi poco dopo. Rissa scoppiata sulla successiva base a Malengo il quale, dopo il quarto ball interno di Grifantini, lo ha guardato male mentre stava dirigendosi verso la prima gettando la mazza in modo sprezzante. Grifantini gli ha risposto, andando verso di lui, che se aveva qualcosa da dire poteva farlo e lì, apriti o cielo. Da biasimare tutti quanti: Camilo, Matos, Munoz, Infante e altri. Però c’è un video, su You Tube, nel quale si può notare un comportamento “sopra le righe” di un giocatore della Fortitudo (vedere il video alla voce “rissa al Falchi” per scoprire chi è) che poi si tiene “ai margini” della bolgia e che spiega “l’infervorata” di Orta.

3)      Il pubblico è sempre importante per la propria squadra ma gli sputi verso la squadra avversaria possono anche essere risparmiati. Se poi il pubblico, dato che paga, può fare quello che vuole allora facciamogli pure incendiare lo stadio. Oh, in passato si è visto di peggio: lattinate all’Europeo tra parmigiani e nettunesi, sputi ripetuti negli anni dei nettunesi sul dugout degli avversari e via discorrendo, ma visto che da un po’ di tempo a questa parte il tutto è rientrato nei canoni della “pace dei sensi”, a parte i normali fischi e sfottò, perché non continuare sull’io tifo per me tu per te e giocare e basta, se poi scappa la pazienza cerchiamo di repirmerla, una parola di troppo, va beh amen che finisca lì. Cosa che sono sicuro avverrà venerdì e, se ce ne sarà bisogno, sabato sia in campo che sugli spalti perché è bello poter esprimere le proprie opinioni liberamente e tranquillamente, tifare per la propria squadra e non contro fregandosene di ciò che accade in campo ove si dovrebbe pensare a giocare e non ha parlare o gesticolare, vedi Camilo, verso il pubblico (cosa peraltro vietata dal Regolamento di Giustizia) indipendentemente da ciò che il pubblico ti fa o ti dice.


Ma questo Parma baseball!?

26 aprile 2010

Se c’è qualcuno che si azzarda a dire “io alle tre vittorie a Nettuno ci credevo” … Ma neanche sperarci, forse. Una ero sicuro la portassero a casa, due nutrivo buone speranze, tre sinceramente… Io non mi ricordo da che seguo il baseball e da che esistono i tre incontri che Parma abbia mai vinto tre partite a Nettuno, ma la memoria potrebbe ingannarmi; l’ho chiesto anche ad un collega di laggiù e anche lui … Il buon Ponticelli sicuramente sa. Se così fosse, il 25 Aprile avrà una variante della “Liberazione” … almeno a Parma e sportivamente parlando.


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