Leggere un articolo che parla di rugby sul Wall Street Journal fa strabuzzare gli occhi. Non è certo uno di quei quotidiani su cui te lo aspetti. Però è la versione “Europe” ed in qualche modo l’argomento trattato viene visto in ottica “economica”, dunque …
L’oggetto dell’articolo di oggi è la mischia ordinata (il titolo la fa sentire “sotto pressione”) e le nuove, diciamo recenti, regole d’ingaggio a quattro mandate, come noto ufficialmente poste in essere per tutelare meglio la salute degli uomini di prima linea e per rendere più equilibrato il momento topico. Nell’articolo si analizzano dati sui reset come quello che ha visto 8 mischie su 8 “non pulite” nell’ultimo Inghilterra-Australia, dei diversi reset, in generale, in una stessa mischia, il tutto corredato con testimonianze di ex giocatori e tecnici che mettono in evidenza come la mischia possa “uccidere” il match e renderlo “noioso”. Ovviamente ci si deve limitare al rugby internazionale perché di partite “noiose” nei vari campionati ce ne sono e ce ne sono state tante anche con le regole vecchie ed indipendentemente dalla mischia. Ma questo succede anche nel calcio ed in altri sport.
Io personalmente ero per il mantenimento dello status quo anche perché addurre come motivazione principale la tutela della salute, collo sostanzialmente, della prima linea mi sembrava un tantino “capziosa”: basta andarsi a vedere quanti di coloro che hanno dovuto abbandonare il rugby negli ultimi due anni sono uomini di prima linea.
L’analisi del WSJ si chiude citando i dati sulle presenze di Irlanda-Sudafrica (15.000 persone in meno della capienza) e Galles-Australia (-20.000) imputando in sostanza alla mischia il calo degli spettatori. Peccato che non sia stata considerata, almeno per l’Irlanda, la difficilissima situazione economico-finanziaria e la politica dei prezzi praticata all’Aviva Stadium che ha indotto molti a rinunciare per una volta.
Vi sono partite come le ultime due Australia-Nuova Zelanda o come Ospreys-Munster che non hanno certo annoiato, anzi, pur se qualche ordinata è stata resettata o è terminata con un calcio, libero o meno. Il problema forse non sono solo le regole in sé ma chi a quelle regole deve attenersi. I trucchi del mestiere sono vari e vari saranno sempre. Le facciamo tutte no contest!?
Se gli spettatori sono in calo non potrebbe essere, forse, perché si sta giocando qualche partita di troppo? Il rugby è cresciuto, continua a piacere e a fare proseliti ma è forse lecito porre il quesito se non vi sia una leggera sovraesposizione a livello internazionale. 6Nazioni, 3 Nations (ormai 4), ok, poi tour estivi, test match autunnali (chi tre, chi addirittura quattro). Senza toccare il discorso tv, che porta comunque soldi e muove interessi. Che occorra provare a ridisegnare un po’ il quadro?
Pubblicato da mulatzfree