16 dicembre 2011
Polis Quotidiano ha pontificato sulla questione relativa alla eclatante protesta che alcuni ex giocatori dei Crociati Rfc hanno inscenato con la distribuzione dei volantini. Polis ha scritto di pressapochismo e superficialità di alcuni media cittadini cartacei (beh … di altri quotidiani c’è rimasta solo la Gazzetta e poi ci sono due settimanali) e online (chi parla costantemente di rugby e non solo per questioni di campo è sportparma e spesso per tramite del sottoscritto ma nella fattispecie si è scatenata pure parma.repubblica che il rugby locale, e non solo, solitamente non lo ha in nota). Sarebbe meglio fare riferimenti precisi così si eviterebbe di ribadire il pressapochismo. http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=18&IDARTICOLO=3048370&ORDERART=18&RICERCA=&ARTPREC=3048829 Personalmente non mi sento toccato. Su sportparma scrissi già in occasione del derby dell’Enza circa gli striscioni, prima parte della protesta, che sensibilizzavano la società sul pagamento degli arretrati. E lo scrissi con queste parole: “Sulla tribuna opposta a quella principale campeggiavano due striscioni, posti all’altezza dei rispettivi ventidue, da alcuni giocatori della scorsa stagione tesi a “sensibilizzare sulla questione arretrati”. In quel frangente potei scriverlo solo lì. Cosa scrisse Polis riguardo alla partita? 278 battute, spazi inclusi. Nulla degli striscioni. E riguardo alla partita con la Stade Français e relativi volantini? A battute poco più e zero riferimenti alla protesta. A posteriori diventa tutto facile. Qui non credo ci fosse pressapochismo e superficialità http://www.federugby.servizipress.eu/artpdf.php?IDCHECK=10&IDARTICOLO=3046295&ORDERART=10&RICERCA=&ARTPREC=3046154 Se invece ci si ferma al solo titolo, che è notorio non fa l’articolista … Come si nota nell’articolo, feci anche un breve excursus di come è cambiato l’assetto societario in questa stagione. Bene. Oggi la società conferma, in un comunicato, quanto fu riportato dal sottoscritto e riferitogli da un dirigente, interpellato per dovere di replica e che ha voluto rimanere anonimo e non sbilanciarsi troppo. Ovvero che è loro intenzione, aggiungendo “nel limite del possibile”, saldare i debiti nei confronti dei giocatori e dei fornitori. Apprezzabile. Nel comunicato si fa riferimento al fatto che il debito è relativo alla gestione precedente. Ma metà della proprietà di allora non è cambiata …
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Pubblicato da mulatzfree
4 dicembre 2011
Di striscioni, sulle tribune dei campi di calcio, se ne vedono di tutte le risme: offensivi, ironici, sarcastici, accusatori eccetera. Quei pochissimi, che non si possono nemmeno chiamare striscioni, che appaiono sulle tribune dei campi di rugby sono solitamente di riconoscimento (tipo: mamma sono qui) o inneggianti a questo o quel giocatore. Al XXV Aprile di Parma in questi ultimi tempi se ne sono visti alcuni inneggianti al cuore nocetano, ad un giocatore (Delnevo) declamandone le caratteristiche ma quei due apparsi ieri non si erano mai visti. Li hanno apposti alcuni giocatori che lo scorso anno militavano nei Crociati ed ora sono tornati a Noceto. Due “striscioni”, uno per ogni area dei ventidue, sensibilizzanti la società, il CdA come si evince da uno di questi, sulla questione degli stipendi arretrati, o quanto meno l’ultimo. Purtroppo questa è condizione comune ad altre società. E non trinceriamoci solo dietro la parola “crisi”: il discorso è molto più ampio. Stiamo tornando indietro di 30-40 anni? Torniamo ai rimborsi spese minimi o ai semplici grazie? In nome di che cosa?


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Pubblicato da mulatzfree
1 dicembre 2011
Voi firmereste per il pareggio? Lo so, in campo ci si va per vincere, poi si può perdere … Però c’è chi si accontenta e gioca per pareggiare. Ma a forza di pareggi non si va molto lontano. L’Italia, intesa come Stato, adesso firma (una legge) per il pareggio (di bilancio). Adesso, che siamo con l’acqua alla gola … A mio modesto avviso non è una delle trovate migliori. Ma siccome dovevamo “pulirci la faccia” eccoti il maquillage. Fossimo un Paese nordico potremmo anche pensare un domani di avere un bilancio in positivo, ma per uno Stato, in genere, è abbastanza “normale” avere un bilancio in passivo. Pensiamo un attimo da azienda. Pur se non si può paragonare l’azienda allo Stato per diversi motivi. Cosa comporterebbe? Come posso fare investimenti se ciò mi appesantisce, almeno provvisoriamente, il bilancio? Avere il bilancio in passivo non vuol dire necessariamente “fallire”: dipende da quanto hai di rosso, da come ci si è arrivati e da cosa è composto, se è dovuto ad investimenti eccetera. E come copri il disavanzo? Ora, uno Stato come l’Italia, non so se rendo l’idea, vuole varare una legge per la parità di bilancio (http://cronologia.leonardo.it/storia/a1871a.htm ). Negli States la cosa è leggermente diversa: per legge si può “sforare” di un tot. Certo … adesso loro più che sforato hanno trivellato ma … E’ un modo per mettere un freno alle corruzioni? Agli sprechi immani?E’ un modo per far pagare a tutti le tasse? Mah … Mi piacerebbe sentire i vari economisti, italiani e non, come la pensano sul pareggio di bilancio. E così, dopo aver scritto queste poche righe, per curiosità ho “scartabellato” un po’ e almeno una impressione la registro; è di alcuni mesi fa (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002489.html ).
Italia, Paese delle imposizioni. Io imporrei per legge anche il rispetto.
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Pubblicato da mulatzfree