Colpa dal fredo

27 ottobre 2011

Eh no, caro Presidente Napolitano, non ci si metta anche lei ad allargare, idealmente, le braccia. Le vittime liguri e toscane non sono un (esclusivo) tributo doloroso ai cambiamenti climatici. E il fatto che talvolta succeda pure altrove non deve indurci ad allargare le braccia, disarmati. Lei forse sa che Goethe, in uno dei suoi aforismi, disse che bisogna essere preparati ai cambiamenti. In Italia purtroppo questo non avviene, perché siamo il Paese dell’emergenza e della chiusura delle stalle quando i buoi sono scappati. Non stiamo parlando di tornado o monsoni. Io mi sarei aspettato che lei avesse fatto un accenno al fatto che sì, è colpa della natura ma almeno in piccola parte anche dell’uomo che la natura è capace di violentare ma non sa provare a risponderle. O quanto meno che bisognerebbe cercare di fare il possibile, fondi e celerità, per provare a contenere queste calamità. Da quanto tempo ci siamo resi conto, tutti, di qualche mutazione? Siamo proprio certi che l’uomo non possa fare nulla per seguire questi mutamenti? Abbiamo un organismo chiamato Protezione Civile. Cosa protegge? A turno, ogni regione deve pagare un dazio enorme in termini di territorio, vite e denaro. Il problema, lei lo sa, viene da lontano. Diverse sarebbero le misure da prendere magari non ora che, come direbbe il nostro Presidente del Consiglio al bar, “ghe n’è no”. In compenso si spendono milioni per un Ponte che non si farà mai e la cui utilità è pari a quella di un caffè ristretto per uno che sta morendo di sete. In più spendiamo soldi per le comunità montane, tabernacolo per politici trombati. Per non parlare di ciò che si potrebbe recuperare adeguandoci all’Europa per quanto riguarda gli emolumenti dei parlamentari. In Italia non è mai colpa “nostra”, nel senso di chi ha responsabilità. Questi avvenimenti sono colpa della natura, le difficoltà di bilancio sono colpa del governo precedente e così via. Ma che colpa hanno loro (i cittadini)?


Siamo tutti circocensiti

19 ottobre 2011

E’ arrivato il censimento. Spira tanto sentimentoooo! Di rigetto. Avrà sicuramente la sua importanza (!?) ma chi lo ha congegnato deve aver come minimo digerito male.

Alla domanda: “dove si trovava alla data del censimento (9 ottobre 2011)” come cacchio rispondi?  Ora … poniamo il caso che da Parma al mattino alle 9 mi sia fiondato a fare un giro a Forte dei Marmi da amici e sia rientrato alle 21. Rispondendo alla lettera a tale domanda stile Tenente Colombo dovrei barrare due caselle: “in un altro comune italiano” e “in questo alloggio”. Ma cosa devo prendere in considerazione per barrarne una sola: dove ho trascorso il 50% più un minuto delle 24 ore?

Istruzione e formazione. Si chiede: “e’ attualmente iscritto a un corso regolare di studi?”. Certo! Mio padre, 76 anni, sta studiando per diventare premio nobel per la chimica.

Poi per fugare ogni dubbio, il sesso me lo chiedi sia a pagina 2 che a pagina 8. Hai visto mai … Eva Robbins effettivamente potrebbe barrare due caselle diverse.

E siccome il censimento è, ovviamente, scrupoloso e attento a tutte le possibili realtà, per quanto riguarda il lavoro hanno pure considerato il lavoro da sfruttamento. Nella spiegazione alla domanda se nella settimana antecedente il giorno del censimento uno abbia lavorato o meno hanno specificato: “consideri il lavoro da cui ha ricavato o ricaverà un guadagno o il lavoro NON pagato, quest’ultimo solo se effettuato abitualmente presso la ditta di un familiare”. Cioè … se mio zio mi sfrutta barro la casella “sì” se invece a sfruttarmi è la ditta Cazzarola barro “no”?

Comunque … la voglia di barrare “altro” ad ogni domanda è molto forte …  

Le ultime domande sono quelle relative ai cosiddetti dati sensibili. Nella lettera d’accompagnamento ti precisano, giustamente perché magari uno non lo sa, che in questo caso, a norma di legge, puoi anche evitare di rispondere però, data l’importanza del censimento (!?) ti sono grati se potessi rispondere comunque. E uno si chiede chissà quali domande gli faranno …

La sezione è intitolata: “Difficoltà nelle attività della vita quotidiana”. Ti chiedono se ci vedi bene, se ci senti bene, se fai fatica a far le scale o a camminare e se ti dimentichi le cose. Cacchio! E una domanda tipo: “ha difficoltà nell’erezione (dell’organo sessuale)?”. Che non sarà un’attività della vita quotidiana, per qualcuno, ma se chiedi a uno di 80 anni se frequenta un corso di specializzazione, potresti chiedere a uno di 40 se gli si drizza o meno.

Nel censimento, poi, non sono previsti gli animali. Nessuna domanda relativa al fatto se uno ha con sé un gatto, un cane, un cercopiteco … quanti … Nulla. Ah già … spediranno la busta direttamente a quegli animali che sono registrati all’anagrafe canina o felina per la compilazione.

 


Per fortuna o purtroppo Berselli c’è

13 ottobre 2011

Parma, come Giano bifronte, ha svelato l’altro suo volto al mondo. Quello che ha da sempre (ricordate la tangentopoli parmigiana degli anni ’90 dei vari Stocchi, Begani & C?) ma che prima vedevano solo in pochi. Siamo passati da Panebianco a Laguardia e a qualcuno non sta bene. E quindi complimenti vivissimi al senatore Filippo Berselli, coordinatore del Pdl regionale, che chiede al Ministro Nitto Palma di inviare i suoi ispettori anche al tribunale di Parma chiedendo addirittura se non sia il caso di trasferire altrove il procuratore (e la pm Dal Monte) perché sta indagando solo sul Comune di Parma (l’ennesima toga rossa …). Se sa qualcosa riguardo a certi comportamenti in Provincia … faccia un esposto. Nessuno del Pdl chiese al Guardagingilli di Berlusconi di mandare gli ispettori alla procura di Monza a seguito delle indagini e relativi sviluppi su Penati e i suoi seguaci. C’è bisogno di fare pulizia in Italia in effetti … vero Berselli? 


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